Casale Tancia

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Sulla riva sinistra del Tevere, a monte della confluenza del Fiume Farfa, dolci montagne si elevano dalla pianura sin quasi a 1300 metri di altezza.
Sono i  Monti Sabini settentrionali, catena montuosa del Subappennino laziale, che il Farfa divide dai Sabini meridionali che dalla sponda sinistra del Farfa si spingono sino alla confluenza dell’Aniene nel Tevere.
La parte meridionale, che culmina nei 1.368 metri del Monte Pellecchia sono anche conosciuti come Monti Lucretili e sono quasi completamente inclusi nell’omonimo Parco regionale.
I Sabini settentrionali, la cui vetta più elevata è il Monte Tancia con i suoi 1.292 metri, si estendono  in direzione nord sud delimitati ad ovest dalla Valle del Tevere e ad est dalla Valle del Turano e dalla Valle Santa Reatina, così denominata per la lunga permanenza in essa di Francesco di Assisi che qui compì alcuni degli atti significativi della sua esperienza di fede e predicazione.
Per quanto questi monti non raggiungano quote elevate, i più alti sono il già citato Monte Tancia ed il Monte  Pizzuto di poco più basso, hanno una ricchezza naturalistica e storico-culturale di una notevole valenza. Su molte guide e carte la Sabina non è ben delimitata anche per la diversa estensione nel corso dei secoli del territorio popolato dalla popolazione dei Sabini, predecessori di Roma, che si spingeva sino alla zona di Nursia, l’attuale Norcia.

 
 
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